Circolo Fotografico La Gondola - Nuovi Riti e Nuovi Miti

19.01 - 04.02.2017


La mostra “Nuovi Riti e Nuovi Miti” è un percorso fotografico che si propone di delineare una mappa delle pratiche dell’agire contemporaneo. È possibile interpretare la ritualità che si impone in una certa epoca come una modalità di adattamento a una realtà, la nostra, in continuo mutamento, e la formazione di certi miti come spie dello spirito del tempo che stiamo vivendo, lo Zeitgeist. La fotografia trattiene e documenta questo scenario, avviando il processo
interpretativo. Attraverso queste immagini, in controluce, vediamo le aspettative, le speranze, le paure che sono sottese al nostro agire. E in tal senso la fotografia non sarà solamente una mera descrizione di ciò che riscontriamo nel reale ma potrà aprire la nostra visione a un momento di riflessione, di giudizio sulla dimensione dell’attualità.
Negli scatti viene codificata una grammatica dei Millennials, caratterizzata dalla pervasione dei dispositivi elettronici, che alterano le modalità con le quali ci si rapporta al mondo. Vediamo rappresentata la massa e il singolo che sceglie di perdersi in una compagine umana indistinta. Vi è una rincorsa al soddisfacimento del principio di piacere, in cui perde di consistenza il senso dell’attesa e tutto viene vissuto nell’istante. Ad alterarsi è quindi anche il senso del tempo: l’esistenza si dispiega in una serie di momenti scollegati l’uno dall’altro, nei quali non si può rintracciare un’idea di futuro e di progetto. Emerge anche la ricerca di un’evasione, il bisogno di trasfigurare la propria esistenza alla luce
di altri mondi immaginifici, in cui interpretare un personaggio, una vita straordinaria, perché la realtà si dimostra incapace di avvicinarsi alle nostre aspettative. L’apparente totale libertà, la possibilità di fruire tutto nell’immediatezza, in virtù dell’essere delle cose a portata di mano, in realtà si ribalta nel suo contrario, ovvero una coatta adesione e appiattimento a un agire ricorsivo che chiude e riduce le opportunità. Viene preferito un conformismo rassicurante, di fronte a un futuro che non riesce a prefigurarsi, in cui nessun progetto può essere avviato, e allora l’essere umano ha bisogno di seguire dei modus vivendi preformati, un tracciato a cui appigliarsi, i nuovi riti e i nuovi miti. Il rito appare allora come un agire in cui ci rinchiudiamo, nel quale ogni processo reiterato non è altro che la risposta a un bisogno di sicurezza in un momento in cui tutto intorno sta cambiando.


I fotografi:

Andrea Avezzù, Lubomira Bajcarova, Antonio Baldi, Maurizio Braiato, Aldo Brandolisio, Ilaria Brandolisio, Fabrizio Brugnaro, Lorenzo Bullo, Dario Caputo, Paola Casanova, Carlo Chiapponi, Maria Teresa Crisigiovanni, Francesco Del Negro, Paolo Mingaroni, Marzio Minorello, Matteo Miotto, Daniele Orfano, Federica Palmarin, Stefano Pandiani, David Salvadori, Giorgio Semenzato, Enrico Sisti, Massimo Stefanutti, Maurizio Trifilidis, Fabrizio Uliana, Izabella Vegh, Giovanni Vio, Anna Zemella.