Biografia

1910 Il 12 gennaio, Giovanni Battista Pizzinato (1876-1922) sposa Andremonda Astolfo (1884-1983). È proprietario del noto Caffè dell'Unità Italiana, posto all'angolo di Piazza Maggiore, attuale Piazza Italia, di Maniago. Abitano in Via Maggiore, al civico numero 233. Il 7 ottobre, alle ore 11, nasce il loro primo figlio, Armando Bruno Pizzinato.

1912 Il 12 marzo, nasce il fratello Dante.

1914 Il 17 maggio nasce il fratello Vincenzo che morirà il 21 maggio 1920.

1920 Sviluppa una passione per il disegno.

1921 Liquidata l'attività a Maniago, Giovanni Battista Pizzinato si trasferisce con la famiglia a Pordenone per aprire un nuovo e più lussuoso Caffè. Abitano in una grande casa di Viale Grigoletti, 11.

1922 Il 1 ottobre, per dissesti finanziari, il padre si suicida, gettandosi in acqua alla Dogana, il porto fluviale di Pordenone. Frequenta la Reale Scuola Tecnica "Licinio", l'unico istituto medio di Pordenone, che per effetto della Riforma Gentile, sarà trasformata in Reale Scuola Complementare "Licinio" nel 1923; il pittore Pio Rossi è il suo professore di disegno.

1923 In data 15 ottobre, la madre, Andremonda Astolfo, registra ufficialmente in Comune l'avvenuto trasferimento a Pordenone e il cambio di residenza.

1925 Conclusi gli studi, inizia a lavorare. Per seguire la sua vocazione artistica, è, per pochi mesi, garzone decoratore non pagato nella bottega del pittore Tiburzio Donadon. Subito dopo entra nella Banca di Pordenone, prima come fattorino e poi come impiegato; qui conosce e diventa amico di Francesco Maddalena e Romano Pascutto che lo avvicinano alle idee socialiste. Andremonda fa domanda, che viene concessa, per sopraelevare di un piano l'abitazione di sua proprietà in Viale Grigoletti; apre una pensione.

1926 Il direttore della Banca di Pordenone si accorge del suo amore per la pittura e, per suo interessamento, il Consiglio di amministrazione gli paga le lezioni private nello studio di Pio Rossi. Ha così modo di esercitarsi nel disegno di anatomia e nella pittura, nature morte e ritratti. Con i primi guadagni acquista una cassetta di colori e, nel tempo libero, si reca nella campagna intorno a Pordenone per dipingere paesaggi di piccole dimensioni en plein air. In aprile inizia ad acquistare Le vite del Vasari che usciva a fascicoli settimanali editi dalla Casa Editrice Sonzogno di Milano. Il primo volume è finito di stampare il 15 gennaio del 1928; il secondo il 10 maggio 1929; il terzo il 30 luglio 1930. È il suo primo libro d'arte e lo conserverà per tutta la vita.

1930 Migliorate le condizioni economiche famigliari, può iscriversi all'Accademia di Belle Arti di Venezia e supera gli esami di ammissione nella sessione di settembre-ottobre. Frequenta l'Accademia come studente pendolare. Segue il corso di pittura di Virgilio Guidi, che considererà sempre il suo maestro. È amico di Adele Piazza e conosce Turcato e Viani.

1931 Partecipa con un dipinto alla XXII Esposizione dell'Opera Bevilacqua La Masa - II Regionale Veneta del Sindacato Fascista delle Arti - Arti Decorative che si tiene al Palazzo delle Esposizioni, Lido di Venezia dal 26 luglio al 4 ottobre.

1932 Con due dipinti è presente alla III Mostra d'Arte Triveneta di Padova.

1933 In gennaio espone alla mostra 5 giovani pittori veneti alla Galleria Il Milione di Milano. Conosce Afro; nasce un'amicizia che si estenderà anche ai fratelli Dino e Mirko, entrambi scultori. In aprile partecipa alla I Mostra Nazionale Editoriale dei G.U.F., III Mostra Veneta Universitaria d’Arte che si tiene a Venezia al piano terra del Palazzo Reale e in agosto col dipinto Bagnanti alla XXIV Esposizione dell'Opera Bevilacqua La Masa - IV del Sindacato Regionale Fascista di Belle Arti al Lido di Venezia, Palazzo delle Esposizioni.

1934 Partecipa alla Mostra dei Littoriali della Cultura e dell'Arte di Firenze con un dipinto e in luglio è tre gli artisti scelti per la Mostra d'Arte XXV dell'Opera Bevilacqua La Masa - V del Sindacato Interprovinciale Fascista delle Arti, Lido di Venezia, Palazzo delle Esposizioni. Completati gli studi all'Accademia, lascia Venezia e torna a Pordenone, dove è assunto per un breve periodo come disegnatore progettista alla fabbrica di Ceramiche Galvani.

1935 Per la prima volta si reca a Roma dove partecipa alla Mostra dei Littoriali della Cultura e dell'Arte con il dipinto Donne e cavalli.

1936 A Maniago esegue la sua prima decorazione murale, una tempera ora distrutta, su una parete dell’atrio della palestra progettata dall’architetto Ermes Midena di Udine. Vince a Udine la borsa di studio Marangoni, un premio di 9.000 lire che gli permette di trasferirsi a Roma dove vivrà tre anni, fino al 1940. Prime visite a Cagli e a Mirko; frequenta con loro gli artisti della "Cometa": Capogrossi, Mafai e Guttuso. Servizio militare nel 1936-37 (Scuola Allievi Ufficiali Ct. I nomina).

1937 Partecipa in aprile ai Littoriali della Cultura e dell’Arte. Mostra Internazionale d’Arte studentesca di Napoli e alla VIII Mostra d'Arte del Sindacato Interprovinciale Fascista delle Arti - XXVIII dell'Opera Bevilacqua La Masa che si svolge a Venezia, nella Sala Napoleonica di Palazzo Reale.

1938 Fa amicizia con lo scultore Aurelio De Felice con cui per un po' di tempo divide una sorta di studio, un negozio sul marciapiede di una stradina traversa che da Piazza Melozzo da Forlì porta al Tevere. L'interno è diviso a metà da una rudimentale palizzata. In autunno, Guttuso, colpito dalla precarietà dell'installazione, lo invita a vivere nel suo studio di Piazza Melozzo da Forlì.

1939 Con l'aiuto di Argan, insegna Ornato e Pittura presso la Scuola d'Arte di Marino Laziale nei pressi di Roma.

1940 In aprile, è premiato a Roma alla IX Interprovinciale di Belle Arti del Lazio, dove partecipa con quattro dipinti. L'entrata in guerra dell'Italia lo obbliga a lasciare la capitale e a rientrare in Friuli. Ritorna a Venezia, dove affitta una stanza presso la famiglia Satin in Calle di Mezzo 4969, vicino al Ponte dei Bareteri. In settembre, partecipa al II Premio Bergamo dove riceve un Premio acquisto d'incoraggiamento del Ministero dell'Educazione Nazionale per il dipinto Composizione di figure. Insegna Mosaico ed Interpretazione presso l'Accademia delle Belle Arti (15 ore settimanali dal 1 ottobre al 31 luglio di ciascun anno scolastico).

1941 Conosce Zaira, che diventerà la sua prima moglie. In settembre, prima mostra personale alle Botteghe d’Arte di Venezia che ha un grande successo di pubblico e di critica. Molti i quadri venduti, tra cui Natura morta acquistata dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma. Partecipa al III Premio Bergamo. Mostra Nazionale di Pittura con due dipinti

1942 Grande interesse per l'arte di Picasso e Matisse. Prime esperienze cubiste ed espressioniste in pittura. Partecipa al IV Premio Bergamo. Mostra Nazionale di Pittura. Per l'anno scolastico 1942-43 gli è conferito l'incarico dell'Interpretazione dall'Antico all'Accademia di Belle Arti di Venezia. In novembre è sottoposto a una visita medica presso l'Ospedale Militare di Treviso ed è giudicato non idoneo al servizio militare perché riconosciuto affetto da "insufficienza mitralica ben compensata".

1943-1944 Nel marzo 1943 espone alla Galleria del Milione di Milano insieme a Luciano Gaspari; in giugno alla Mostra Sindacale Triveneta - Trentatreesima dell'Opera Bevilacqua La Masa che si tiene a Venezia nei Padiglioni della Biennale. Nella notte dell'8 agosto, durante un'incursione aerea nemica su Milano, una bomba distrugge la sede della Galleria Il Milione in via Brera 21. Tra le numerose opere distrutte ci sono sette suoi dipinti, due tempere e tre disegni. Il 19 agosto nasce a Venezia sua figlia Patrizia. In dicembre ha una personale alla Galleria del Cavallino di Venezia. Dopo gli avvenimenti dell'8 settembre, sente il dovere di impegnarsi contro il Fascismo e di lottare per la libertà. Abbandona la pittura e partecipa attivamente al movimento della Resistenza. Col nome di Stefano fa parte della Brigata F. Biancotto di Venezia, comandata dal capitano Abe. Diventa il responsabile della stampa e propaganda nella provincia di Venezia; nella soffitta della sua abitazione in Calle dei Frati, 942 allestisce una stamperia clandestina, da lui chiamato il "Buco Stampa", dove è stampato anche «Fronte Unico», foglio della Federazione Comunista di Venezia, nato nel maggio 1944 a opera di Bruno Venturini, ucciso nel novembre di quell'anno dai fascisti a Brescia.

1945 Il 2 gennaio è arrestato dalle Brigate Nere e portato nella loro sede di Mestre. Il 29 gennaio è trasferito nel Carcere Giudiziario di Venezia; resta in prigione fino al 25 aprile, giorno della Liberazione. Riprende a dipingere. Riceve l'incarico di insegnamento Scuola Libera del Nudo presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia (18 ore settimanale dal 1 ottobre al 30 settembre). Manterrà l'incarico fino all'anno scolastico 1951/52.

1946 È tra i fondatori del Fronte Nuovo delle Arti, il movimento artistico riunitosi attorno alla figura del critico d'arte Giuseppe Marchiori. In aprile, insieme a Vedova, inaugura la mostra Grandi tempere partigiane, alla Galleria dell’Arco di Venezia, riscuotendo un grandissimo successo di pubblico e di critica. Vince un premio di cinquemila lire al Premio Burano, che, per protesta, rifiuta, chiedendo di devolvere la somma all'U.D.I. (Unione Donne Italiane) di Venezia a favore dei bimbi poveri. Il quadro Lo squero è premiato alla Mostra d'arte contemporanea Fondo Matteotti allestita a Milano nel Ridotto del Teatro La Scala. Partecipano, su invito, 140 artisti e sono premiate a pari merito, sei opere.

1947 In febbraio, vince il primo premio per la pittura di lire centomila al Premio Torino; il secondo premio è assegnato a Vedova e Peverelli; i premi per la scultura a Fazzini, Mascherini e Panciera. In aprile partecipa al Premio Modena. Il 9 maggio è inaugurata la mostra I secessionisti veneziani: Pizzinato, Santomaso Vedova, Viani alla Galleria dell'Arco di Venezia. In giugno si inaugura la Prima mostra del Fronte Nuovo delle Arti alla Galleria della Spiga di Milano che riceve critiche negative. La Commissione della XXXV collettiva della Bevilacqua La Masa lo segnala non potendolo premiare per raggiunti limiti di età. Insieme a Breddo, Zuffi, Vinicio, Savelli, e Vedova, decora i leggii dell'orchestra del celebre caffè Quadri. Lo scultore francese Adam arriva a Venezia e visita gli studi di Santomaso, Vedova e Pizzinato

1948 In giugno, partecipa alla XXIV Biennale di Venezia insieme agli artisti del Fronte Nuovo, le cui opere ottengono un grande successo di critica. Primo maggio, uno dei dipinti esposti da Pizzinato, è acquistato da Peggy Guggenheim, la cui collezione è tra gli eventi maggiori di questa edizione della Biennale. In seguito Peggy Guggenheim farà dono del dipinto al Museum of Modern Art di New York. Vince ex-aequo il Premio Firenze. In estate, col dipinto Bambine che giocano vince il primo premio ex aequo con Afro alla Mostra di Pittura e Scultura di Forte dei Marmi. In ottobre partecipa alla Prima Mostra Nazionale d’Arte Contemporanea a Bologna. Un elzeviro di violenta critica delle opere astratte pubblicato su "Rinascita" senza autore, ma da tutti attribuito a Togliatti, scatena una feroce diatriba tra astrattisti e realisti che avrà profonde ripercussioni all'interno del Fronte Nuovo. In novembre partecipa al Congresso degli Intellettuali a Roma, "collettivo desiderio di pace".

1949 È tra gli artisti scelti da Barr per la mostra Twentieth Century Italian Art, che si svolge al Museum of Modern Art di New York nell'estate di quest'anno. Partecipa al Premio Suzzara "Lavoro e Lavoratori nell'arte" con l'opera La grande aratrice che vince il premio "F.lli Pineschi".

1950 In gennaio partecipa alla mostra Pittori realisti nella Galleria Bergamini di Milano. Il 24 gennaio si inaugura la mostra 5 Italian Painters, alla Catherine Viviano Gallery di New York. Il 3 marzo il Fronte Nuovo delle Arti si scioglie ufficialmente; Pizzinato, insieme a Guttuso, aderisce al Realismo Italiano. Partecipa alla XXV Biennale di Venezia con Il Fantasma percorre l'Europa, Terra non Guerra, La difesa delle fabbriche. Quest'ultimo dipinto è acquistato dal giornale «l'Unità». Una sua opera fa parte della collezione Verzocchi dedicata al Lavoro. In autunno è invitato al The 1950 Pittsburgh International Exhibition of Contemporary Painting, Pittsburgh, Museum of Art Carnegie Institute, ottobre - dicembre 1950. Partecipa con cinque opere alla mostra Italienische Kunst der Gegenwart che si inaugura in dicembre a Monaco, per proseguire, poi, a Mannheim, Amburgo, Brema e Berlino.

1951 In marzo, partecipa alla Mostra del “Delta” alla Bevilacqua La Masa di Venezia; in aprile, alla mostra collettiva di Pitture, Sculture e Disegni La Pace nella Galleria d'Arte La Conchiglia di Roma. Partecipa al Gran Premio Pittura Esso. Vince il Primo premio di pittura di 100.000 lire con Bracciante del Delta alla Mostra del Premio Vado Ligure. Con il dipinto Pesca in Laguna vince il premio di L. 300.000 alla I Biennale Internazionale d'Arte Marinara di Genova. Riceve il Primo premio ex-aequo con Gabriele Mucchi alla mostra Premio di pittura dedicata all'Industria di Genova. In maggio, il Ministero della Pubblica Istruzione gli comunica il conferimento di un Premio di incoraggiamento di lire 100.000. In ottobre, è designato dal Sindacato degli artisti quale proprio rappresentante nella Commissione per gli inviti della VI Quadriennale di Roma.

1952 In gennaio, espone alla Crane Gallery di Manchester alla mostra Some Contemporary Italian Painters. Importante personale alla Galleria Il Pincio di Roma. Questa mostra si trasferirà in febbraio alla Galleria La Colonna, di Milano. Partecipa alla XXVI Esposizione Biennale Internazionale d’Arte, Venezia, Padiglione Italia. Partecipa al Premio di Pittura di Vado Ligure col dipinto Spaccapietre del 1951, di proprietà de «l'Unità». di Milano, vincendo il I premio di L. 100.000. Vince il Quarto Premio di L. 100.000 col quadro La baia del silenzio al Premio di Pittura Città di Sestri Levante. Vince il concorso per la cattedra di Stile e Pittura Murale presso l'Istituto d'Arte Toschi di Parma. Manterrà questo incarico dall'anno scolastico 1952-53 fino all'anno scolastico 1955/56. In settembre compie un viaggio in Romania di cui da testimonianza in un articolo pubblicato a novembre nel n. 5-6-7 della rivista «Realismo». Partecipa al Congresso dei Popoli per la Pace che si svolge a Vienna dal 12 al 18 dicembre.

1953 In agosto, vince il Primo Premio (L. 150.000 ciascuno) ex-aequo con Corrado Cagli e Hans Herni alla Biennale del Mare di Rimini. In settembre, partecipa alla Prima mostra nazionale di arte figurativa, denominata Premio Spoleto, con l'opera La Contadina, vincendo un premio acquisto di Lire 100.000. Nello stesso mese si aggiudica il concorso, bandito dall’Amministrazione Provinciale di Parma, per la decorazione della Sala Consigliare. Su invito di Pizzinato, Carlo Scarpa si occupa dell'arredamento e della sistemazione delle pareti.

1954 In febbraio mostra Pizzinato alla Galleria del Teatro di Parma. È invitato alla XXVII Esposizione Biennale Internazionale d’Arte, Venezia. Partecipa al Premio Marzotto [Premio di L. 100.000]. Durante l'estate disegna a Venezia i cartoni preparatori per gli affreschi. Ai primi di ottobre, comincia ad affrescare il primo muro (cinque metri per quattro), con l’episodio Costruzione di un ponte, completato in due mesi e inaugurato il 18 dicembre.

1955 Prosegue la decorazione della Sala con due episodi cari ai parmigiani: Le barricate del 1922 e L’eccidio di Bosco del 1944.

1956 In maggio, con il dipinto Fucilazione di Patrioti, vince il I premio-acquisto per la pittura di lire 300.000 alla Mostra della Resistenza in Palazzo Re Enzo a Bologna. Completa gli affreschi di Parma con la parete dello stemma della Provincia e, per ultimo, si dedica alla composizione più vasta, La Trebbiatura. Il sabato, 13 ottobre si inaugura la nuova Sala del Consiglio. In novembre, in una riunione alle Botteghe Oscure, la commissione culturale del Partito comunista liquida il movimento realista. Pizzinato, pur amareggiato, continua il suo lavoro di pittore in totale solitudine. Dall'anno scolastico 1956/57 è nominato titolare in ruolo per l'Insegnamento di Ornato disegnato al Liceo Artistico di Venezia, dove insegnerà ininterrottamente per 15 anni, fino all'anno scolastico 1974-75.

1957 In novembre compie un viaggio a Leningrado e a Mosca, rientra in Italia il 16 novembre.

1958 Partecipa all'XI Premio Suzzara. Lavoro e Lavoratori nell’Arte, vincendo il puledro «Premio Suzzara». In dicembre, partecipa alla Mostra Nazionale di Pittura IV Premio Amedeo Modigliani della città di Livorno [Premio acquisto di L. 250.000 per il dipinto Pescatore].

1959 Mostra Pizzinato alla Galleria d'Arte del Girasole di Udine.

1960 In marzo, mostra Armando Pizzinato alla Galleria Bergamini di Milano. In giugno, mostra Pizzinato alla Galleria d’Arte Il Canale di Venezia.

1962 A Venezia, in agosto, due importanti mostre: Disegni, pastelli, tempere di Pizzinato (dal 1936 al 1962), alla Galleria d'Arte Il Traghetto e Pitture di Armando Pizzinato (1931-1962), alla Bevilacqua La Masa. In novembre, a Roma, la mostra Pizzinato. Pitture dal 1931 al 1962, alla Galleria Penelope. In dicembre, colpita da un ictus, muore improvvisamente Zaira, gettando Pizzinato in un grande dolore e in una profonda crisi creativa.

1963 Per superare la crisi provocata dalla scomparsa di Zaira, su consiglio dell'amico Mazzariol, inizia la serie "Dal giardino di Zaira" che marca la fine del periodo realista e la nascita di una nuova fase astratta, neo-naturalista. Con queste tele, accolte con favore, partecipa alla XII Mostra Nazionale di Pittura "Golfo della Spezia", dove vince il premio-acquisto di lire 500.000. In settembre è invitato alla V Mostra Nazionale di Pittura Premio Vado Ligure Achille Cabiati con il dipinto Scarico dell'Uva che vince il premio-acquisto di lire 250.000. In ottobre, la galleria Gian Ferrari gli organizza una personale a Milano.

1964 In giugno, mostra Pizzinato. Pittura e grafica alla Fondazione Querini Stampalia. Per la nona edizione del Premio Villa San Giovanni vince il primo premio con l'opera Marina ionica, ex-aequo con Pompilio Mandelli (dipinto Casolari a Spartivento).

1965 Mostra Pizzinato alla Galleria d'Arte Torbandena di Trieste.

1966 In febbraio incontra Clarice Allegrini, che diventa la sua nuova compagna. A giugno, espone su invito alla XXXIII Biennale Internazionale d’Arte di Venezia con una sala personale; 23 sono le tele esposte e Giuseppe Mazzariol firma la presentazione in catalogo. In dicembre si inaugura la mostra Armando Pizzinato alla Galerie Na Karlove Namesti di Praga.

1967 Grande retrospettiva Armando Pizzinato in luglio alla Galleria Kusnyezti Most di Mosca e in seguito a settembre al Museo dell'Ermitage di Leningrado.

1968 Importante retrospettiva Armando Pizzinato. Italien Malerei alla Neuen Berliner Galerie di Berlino. La mostra si trasferirà poi alla Staatliche Kunstsammlung di Dresda.

1970 Il maggio, la Galleria d'Arte Sagittaria di Pordenone gli dedica un'ampia personale.

1971 L'8 marzo a Padova riceve la Croce al merito di guerra per la sua attività di partigiano. L'11 maggio sposa a Venezia Clarice Allegrini con rito civile. Partecipa alla mostra Momenti del realismo. Prima indagine critica nelle Tre Venezie: 1910/1965 a Jesolo.

1972 Intensa attività espositiva: personale alla Galleria Schreiber di Brescia, alla Galleria d'Arte La Nuova Pesa di Roma e alla Galleria Santacroce di Firenze.

1973 Importante personale dedicata all'opera grafica (1936-1972) alla Galleria d'Arte Sagittaria di Pordenone, accompagnata da una monografia di Giuseppe Marchiori. In marzo, sposa con un rito religioso Clari, celebrato dall'amico Don Luciano Padovese nella cappella del Centro Sagittaria a Pordenone. Il 25 aprile la città di Pordenone gli conferisce il Premio San Marco. In novembre il Museo Civico Palazzo Ricchieri di Pordenone inaugura la mostra Le incisioni di Armando Pizzinato dove sono esposte sessanta opere; molte di queste donate dall'artista al Museo Civico. Soggiorna a Tellaro dal dicembre 1973 fino a maggio del 1974.

1975 Mostra Armando Pizzinato, Galleria Toninelli Arte Moderna di Milano e Disegni, guazzi, tempere di Armando Pizzinato alla Galleria Fidesarte di Mestre.

1976 Mostra Pizzinato alla Galleria d'arte contemporanea Minotauro di La Spezia.

1977 Mostra Opere recenti di Armando Pizzinato alla Galleria Fidesarte di Mestre.

1979 Mostra antologica dell’opera grafica nel Palazzo del Capitano del Popolo di Reggio Emilia. Importanti personali al Palazzo dei Diamanti di Ferrara, alla Rocca Possente di Stellata di Bondeno e alla Galleria Il Traghetto di Venezia.

1980 Il 10 marzo gli viene conferito l'Ambrogino a Milano, sindaco Carlo Tognoli. Continua la frenetica attività espositiva in Italia e all'estero: Gli artisti per la scuola. Pizzinato al Centro Civico Piazza Ferretto di Mestre; la mostra di pittura Armando Pizzinato. Arbeitswelt nella Galerie im Lichthof des DGB-Hauses di Stuttgart e di incisioni, Armando Pizzinato Grafik, a Sindelfingen; infine Armando Pizzinato. L’œuvre récente nella Galerie d’Art International di Parigi

1981 La mostra Pizzinato. L’Arte come bisogno di Libertà 1925-1981 al Museo Correr di Venezia rappresenta la consacrazione finale del successo e della fama di Pizzinato.

1983 La mostra Pizzinato al Museo di Pordenone nell'ex Chiesa di San Francesco di Pordenone presenta tutte le opere acquistate dal Museo e ad esso donate dall'artista. Altre importanti personali alla Galleria Il Traghetto di Venezia, al Convento San Luigi di Asolo e al Museo di Carpi.

1984 Continua a esporre con grande successo: Oli e tempere di Pizzinato all'Albanese Arte di Vicenza; 30 dipinti di Armando Pizzinato alla Galleria d'Arte di Pescara; Armando Pizzinato alla Galleria d'Arte Moderna di Teramo e, infine, nella sua città natale, Pizzinato a Maniago nella Biblioteca Civica. Vince la Quattordicesima edizione della Ginestra d'Oro del Conero, insieme agli artisti Remo Brindisi, Antonio Possenti, Roberto Stelluti e allo scrittore d'arte Giorgio Mascherpa. In settembre, riceve il "Nuovo Premio Lerici - Golfo dei Poeti". Il 22 novembre il Comune di Maniago gli attribuisce la cittadinanza onoraria con la delibera n. 183.

1985 Dona un ricco fondo di documenti, libri e riviste al Museo Civico di Pordenone.

1986 Partecipa all'XI Quadriennale di Roma.

1987 Personale nelle sedi di Milano e Asiago della Galleria Excelsior.

1988 Partecipa all'XLIII Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia. In giugno, si inaugura Armando Pizzinato. Preludio per un quarto tempo alla Galleria d'Arte Il Traghetto di Venezia dove espone le tele dell'ultima sua produzione. In catalogo, un importante testo di Bepi Mazzariol.

1990 Pizzinato a Bepi Mazzariol alla Galleria d'Arte Il Traghetto di Venezia è un commosso omaggio all'amico scomparso.

1992 Pubblica il libro Poffabro luogo magico, dedicato alla sua terra natale, dove mescola ricordi autobiografici alla denuncia costruttiva contro la speculazione edilizia, la distruzione del paesaggio e restauri architettonici dissennati. Un alto monito a difesa del rispetto dei luoghi e della loro memoria.

1993 In ottobre, mostra Armando Pizzinato alla Galleria Teardo di Pordenone.

1996 Grandiosa retrospettiva, Pizzinato. Opere 1925-1994, nella Villa Manin di Passariano, accompagnata da un'ampia monografia pubblicata dall'Electa.

1998 In ottobre s'inaugura la mostra Menschenbilder. Figur in Zeiten der Absraktion (1945-1955) nella Kunsthalle di Mannheim.

1999 Mostra Pizzinato. Dopo il Realismo. Pitture 1963-1994 nel Palazzo Sarcinelli di Conegliano.

2000 Mostra Armando Pizzinato. Oltre il Realismo alla Bugno Art Gallery di Venezia. Il 7 ottobre, il Comune di Venezia organizza alla Fondazione Levi una festa per i suoi 90 anni. Il Centro Internazionale della Grafica di Venezia pubblica il volume Album per Pizzinato curato da Silvana Tamiozzo Goldmann.

2001 Mostra Armando Pizzinato. Dal Fronte Nuovo delle Arti ai Giardini di Zaira alla Palazzina delle Arti “Lucio R. Rosaia” di La Spezia.

2004 Il 17 aprile muore alla età di 93 anni, le sue ceneri sono collocate al Cimitero di San Michele a Venezia. In ricordo dell'artista scomparso, il 28 maggio s'inaugura la mostra Omaggio a Pizzinato. Incisioni e documenti, al Museo Civico di Pordenone.

2005 In maggio si apre la mostra Armando Pizzinato Spazi di Libertà. Opere note e opere inedite 1927-1990 alla Galleria Sagittaria di Pordenone. La figlia Patrizia Pizzinato, in collaborazione con la Bugno Art Gallery, crea a Venezia l'Archivio Armando Pizzinato, dove si trovano ora conservati preziosi documenti, manoscritti, foto, libri, cataloghi, giornali e riviste e altro materiale documentario.

2010 L'Amministrazione comunale di Pordenone intitola all'artista la nuova sede in villa Galvani della Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea della città.