Fabio Bianco nasce a Mirano nel 1971. Il suo linguaggio pittorico, denso di colore e luce, trova una dimensione negli scenari teatrali e negli interni privati di palazzi aristocratici e ambienti lussureggianti. Eccesso e fantasia convivono insieme in un tripudio di colori.
L’artista definisce campi di colore saturi e sfocati, giocando con la percezione della profondità. Sono interni glamour quelli a cui si rifà Fabio Bianco, sfarzosi ed esuberanti. Nella reinterpretazione di alcuni elementi della cultura classica, conduce gli spettatori negli eccessi del lusso di un mondo accattivante.

L’opera mescola invenzione e realtà, esperienze vissute o fantasticate, abilmente composte in una serie di elementi decifrabili e appena distinguibili, caratterizzati da un personale contrasto cromatico carico di forza espressiva. Dopo una prima fase di trasfigurazione fittizia di ambienti pubblici e privati, la ricerca sul colore, la luce e l’architettura si manifesta negli interni di eleganti palazzi e teatri con il ricorrente motivo di antichi lampadari – divenuti iconici nella produzione dell’artista – che creano un’atmosfera di pomposità regale.
L’opera mescola invenzione e realtà, esperienze vissute o fantasticate, abilmente composte in una serie di elementi decifrabili e appena distinguibili, caratterizzati da un personale contrasto cromatico carico di forza espressiva. Dopo una prima fase di trasfigurazione fittizia di ambienti pubblici e privati, la ricerca sul colore, la luce e l’architettura si manifesta negli interni di eleganti palazzi e teatri con il ricorrente motivo di antichi lampadari – divenuti iconici nella produzione dell’artista – che creano un’atmosfera di pomposità regale.
Colori complementari e contrastanti – rosso, magenta, arancione, blu e verde – si giustappongono per creare uno stato di tensione immaginifica e di caos. Lo spettatore viene invitato ad entrare in uno spazio di libertà immaginata. Una libertà che inevitabilmente ha un prezzo e delle responsabilità. Se da un lato, le opere dell’artista, appaiono iscriversi all’interno di un mondo fatto di futile incanto, dall’altro, tale vacuità comporta una critica sociale. Un’arte quindi non solo decorativa, ma anche di critica sociale verso gli eccessi della cultura contemporanea.
Fabio Bianco si laurea nel 1995 all’Accademia di Belle Arti di Venezia dove approfondisce la ricerca sugli esiti della luce riflettente negli spazi interni, con attenzione agli elementi architettonici. In seguito studia a al Politecnico di Valencia, in Spagna. Nelle opere di Fabio Bianco il colore è sempre protagonista, ne sono un esempio i cicli dedicati agli interni e ai teatri, le serie Flash, Aboriginal Light e ancora i Red Point e Jungle.
Memorabile l’installazione site specific “Business+”, presentata nel 2012 a Documenta, la prestigiosa mostra d’arte contemporanea a Kassel, in Germania, in cui ha dipinto gli indici delle borse mondiali su cabane poste in strada, nel percorso della manifestazione. La risposta dell’artista alla crisi economica globale.


