Nato a Venezia nel 1948, Pier Paolo Fassetta è un fotografo di ambienti che esulano dalla pura definizione spaziale per includere invece presenze psicologiche. L’artista sembra in grado di percepire esistenze nascoste e di farle rivivere negli spazi fotografati. L’opera artistica è segnata da una profonda ricerca in campo tecnico che ha permesso all’artista di sospendere la transitorietà del tempo. Come afferma lo stesso Fassetta, sono immagini che producono altre immagini, dove il dato di partenza è solo l’inizio di un percorso aperto a combinazioni assolutamente imprevedibili.

Inizia la sua carriera artistica come pittore, per poi interessarsi alla Land art. Nel 1969 e nel 1979 viene invitato alla rassegna Giovani Artisti alla Galleria San Fedele di Milano, ad esporre grandi pannelli fotografici che documentano interventi sul territorio. Dopo aver frequentato i corsi di disegno industriale presso l’Istituto Statale d’Arte a Venezia, dove conosce Italo Zanier e Luigi Veronese, nel 1974 si laurea in architettura.
Inizia la sua carriera artistica come pittore, per poi interessarsi alla Land art. Nel 1969 e nel 1979 viene invitato alla rassegna Giovani Artisti alla Galleria San Fedele di Milano, ad esporre grandi pannelli fotografici che documentano interventi sul territorio. Dopo aver frequentato i corsi di disegno industriale presso l’Istituto Statale d’Arte a Venezia, dove conosce Italo Zanier e Luigi Veronese, nel 1974 si laurea in architettura.
Tema ricorrente nelle opere dell’artista è quello delle presenze. Presenza come sintesi di una ricerca che funge da strumento di studio analitico dei nostri tempi, articolato su diversi piani di interpretazione. Presenza come esistenza e partecipazione, come la storia di un momento, le dimensioni di un luogo, un contesto o un’emozione. Da questo itinerario, perseguito per anni, nasce il ciclo Presenze, esposte nel 1978 alla Tommaseo di Trieste e l’anno successivo alla Galleria del Cavallino a Venezia. Sono foto scattate nello studio del pittore Anselmo Anselmi, con il quale stabilisce un legame umano e professionale.
Nello stesso anno è presente all’Arte Fiera di Bologna con opere di grandi dimensioni stampate su tela.
Negli anni Ottanta partecipa a un ciclo di mostre promosso da un gruppo di artisti veneziani, Immagine/Immaginario e viene chiamato alle mostre organizzate dalla fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia.
Dopo un periodo dedicato alla progettazione e al design, torna alla ricerca artistica fotografica utilizzando le nuove tecnologie digitali, da cui nascono le serie dedicate ai metrò di Berlino e di Londra. Sono immagini che si collocano in un punto di osservazione presente e uno sguardo verso l’orizzonte, verso i limiti infiniti degli spazi osservabili. Le immagini divengono uno spazio per ascoltare il periodo contemporaneo, intriso di contraddizioni, impulsi emotivi e significati.
Nel 2009 espone Unbound territories, una personale presso la galleria di Christina Winkler Darbu, Art Fallery 9900 a Lienz, in Austria. Nel 2011 è invitato a partecipare alla terza edizione del Photo Verinissage 2011 a San Pietroburgo.







