Queste sue apparizioni, questi lacerti del vissuto sospesi tra l’interno e l’esterno con specchi d’acqua che lambiscono il pavimento restano indizi di un tempo sospeso tra il finito e l’infinito. È un fuori che ci riporta dentro al labirinto dell’esistenza; intimamente costruite, queste sue stanze esprimono un’appartenenza ai luoghi del quotidiano e nello stesso tempo ne dichiarano la costruzione e la dissoluzione.








