Maurizio Galimberti nasce a Como nel 1956. Vive e lavora a Milano. Considerato il maggiore esponente della fotografia italiana istantanea, viene nominato Istant Artist ufficiale di Fuji Italia. Dopo un approccio tradizionale alla fotografia, nel 1983 rimane ammaliato dalle possibilità espressive della Polaroid, strumento che gli permette di giocare con la sua passione di sempre: le avanguardie storiche, tanto da focalizzarsi in maniera radicale e continuativa. Nel 1991 diventa testimonial ufficiale di Polaroid Italia e nel 1992 ottiene il prestigioso premio Gran Prix Kodak Pubblicità Italia.

La sua ricerca sulla polaroid continua, già a partire dal 1989, con il ritratto del figlio come primo esperimento, utilizzando la tecnica del “Mosaico Fotografico”. Inizia a estendere la tecnica, che lui chiama “ad ali di farfalla” e “a grappolo” a diversi ritratti di personaggi famosi, come Johnny Depp, Robert De Niro, Lady Gaga, Umberto Eco, Robert Altman. Si conquista anche la copertina di Times Magazine, proprio col ritratto di Depp.
La sua ricerca sulla polaroid continua, già a partire dal 1989, con il ritratto del figlio come primo esperimento, utilizzando la tecnica del “Mosaico Fotografico”. Inizia a estendere la tecnica, che lui chiama “ad ali di farfalla” e “a grappolo” a diversi ritratti di personaggi famosi, come Johnny Depp, Robert De Niro, Lady Gaga, Umberto Eco, Robert Altman. Si conquista anche la copertina di Times Magazine, proprio col ritratto di Depp.
Il “mosaico” si evolve ben presto dai ritratti ai paesaggi, alle architetture o alle città. Le contaminazioni artistiche, ispirate a Mondrian e Duchamp, danno dei risultati acclamati dalla critica d’arte e dalle gallerie, per i lavori sulle architetture, in Paesaggio Italia, Viaggio in Italia che in Viaggio in Emilia. L’assemblaggio di polaroid scattate in situazioni urbane richiama la composizione musicale, la successione – il ritmo. Al compositore Nicola Piovani, i lavori di Galimberti ricordano lo spartito musicale.
L’uso della Polaroid, diventata nelle sue mani un medium artistico eccezionale, gli vale l’appellativo di Istant Artist, come lo definì Denise Aliprandi, comunication manager della Polaroid. Maurizio Galimberti sperimenta continuamente, sintonizzando le proprie potenzialità espressive con quelle del medium. Così passa dalla spettacolarizzazione geometrica dei luoghi e dei volti, alla ricerca dell’intimità nei suoi soggetti. La realtà è sempre filtrata dalla sua visione, con una prospettiva cubista a 360 gradi. Galimberti gioca con la realtà, la filtra e la distorce per raccontare vari piani della verità, attraverso l’immagine. Il palazzo diventa “multi palazzo” e il paesaggio diventa “multi paesaggio”, un volto o un corpo si moltiplica per avvicinarsi di più all’aspetto “reale”, come un grande grattacielo diventa sfaccettato nelle sue molteplici rappresentazioni fotografiche.
Galimberti si è imposto come uno dei più celebri fotografi italiani, nel panorama internazionale. La sua poetica autoriale è immediatamente riconoscibile, facendo della polaroid uno veicolo di sublimazione artistica dell’immagine.



